L'Associazione

La sede dell'Associazione Masaniello si trova a Napoli in salita Tarsia 134, nei pressi di Piazza Dante (mappa).
E' possibile iscriversi, chiedere informazioni e ritirare gli SCEC dal lunedì al venerdì in orari d'ufficio.
Per contatti telefonare al numero 081.078.53.37.

Area Utenti


I numeri del circuito SCEC:

Iscritti: 1969
Privati:296
Esercizi Commerciali: 225

Sono in circolazione 141100 SCEC


 

PROGETTO SCEC. COS'E'?

L'associazione distribuisce gratuitamente a tutti gli iscritti una quota di SCEC che potrà essere spesa nei negozi convenzionati, e per pagare i servizi che gli altri associati offrono (lezioni private, baby sitting, riparazioni, lavori artigianali, ecc.).

Ad esempio, effettuando una spesa di 10 euro in un negozio convenzionato che applica uno sconto del 20%, alla cassa verrà riconosciuto un abbuono sul prezzo di 2 euro. Dunque si pagheranno 8 euro e 2 SCEC.

I vantaggi nell'utilizzo dello SCEC sono per tutti: scopri i 10 buoni motivi per usarlo!

Iscriviti online cliccando sul pulsante "ISCRIVITI" . Per ricevere gli SCEC scarica il modulo di iscrizione cartaceo, compilalo e fallo pervenire alla sede dell'Associazione via email o fax.

 
AVVISO!

E' in corso la migrazione dei dati delle iscrizioni verso il database nazionale di tutte le isole di Arcipelago SCEC.
Da oggi in poi sarà possibile iscriversi al progetto SCEC attraverso il sito www.scecservice.org


 

 Le PAGINE AUREE contenenti l'elenco di tutte le attività commerciali iscritte al circuito sono disponibili qui in formato pdf. 

 
GIORNALISMO DA TRE SOLDI
Posted by nello on November 20, 2007, 7:32 am
Il triangolo nero: violenza, propaganda e deportazione.

Un manifesto di scrittori, artisti e intellettuali contro la violenza su rom, rumeni e donne.

La storia recente di questo paese e´ un susseguirsi di campagne d´allarme, sempre piu´ ravvicinate e avvolte di frastuono.

Le campane suonano a martello, le parole dei demagoghi appiccano incendi, una nazione coi nervi a fior di pelle risponde a ogni stimolo creando "emergenze" e additando capri espiatori.

Una donna e´ stata violentata e uccisa a Roma.
L´omicida e´ sicuramente un uomo, forse un rumeno. Rumena e´ la donna che, sdraiandosi in strada per fermare un autobus che non rallentava, ha cercato di salvare quella vita.

L´odioso crimine scuote l´Italia, il gesto di altruismo viene rimosso.

Il giorno precedente, sempre a Roma, una donna rumena e´ stata violentata e ridotta in fin di vita da un uomo. Due vittime con pari dignita´? No: della seconda non si sa nulla, nulla viene pubblicato sui giornali; della prima si deve sapere che e´ italiana, e che l´assassino non e´ un uomo, ma un rumeno o un rom.

Tre giorni dopo, sempre a Roma, squadristi incappucciati attaccano con spranghe e coltelli alcuni rumeni all´uscita di un supermercato, ferendone quattro.

Nessun cronista accanto al letto di quei feriti, che rimangono senza nome, senza storia, senza umanita´. Delle loro condizioni, nulla e´ piu´ dato sapere.

Su queste vicende si scatena un´allucinata criminalizzazione di massa. Colpevole uno, colpevoli tutti. Le forze dell´ordine sgomberano la baraccopoli in cui viveva il presunto assassino. Duecento persone, tra cui donne e bambini, sono
gettate in mezzo a una strada.E poi?

Odio e sospetto alimentano generalizzazioni: tutti i rumeni sono rom, tutti i rom sono ladri e assassini, tutti i ladri e gli assassini devono essere espulsi dall´
Italia. Politici vecchi e nuovi, di destra e di sinistra gareggiano a chi urla piu´ forte, denunciando l´emergenza.

CONTINUA...

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MORTE IN MINIERA
Posted by nello on November 19, 2007, 11:15 am
Manca poco alla fine del turno di lavoro, fa freddo, ma è normale a più di mille metri di profondità.
Siamo giovani, ci piace la vita, il calcio, le donne, manca poco alla fine del turno e poi si va a casa.

Voronin è al suo primo giorno di lavoro, è felice, per quel che si può essere felici in un posto come quello, ma sono i primi grivnia guadagnati, con un lavoro da veri uomini, duro, come quello di suo padre, l’eroe che ammirava, quando nero di carbone tornava dal lavoro, e scaldava la casa con la sua presenza. Il cuore di Voronin andava a mille all’ora quando il suo papà raccontava le avventure vissute in miniera, come quella volta che salvò il suo migliore amico Shelayev, da morte sicura, spingendolo al di là della traiettoria del carrello impazzito.

Siamo quattrocento quaggiù, una sola carne, si respira un’aria viziata, forse l’impianto di ricambio dell’aria non funziona bene, siamo giovani, c’è la vita lassù che ci aspetta, ci piace il calcio e le belle donne.

C’è nell’aria qualcosa di insolito, ma non voglio pensarci, quelli più esperti di me, si fermano preoccupati, anch’io mi fermo, un silenzio assordante cala su di noi, nessuno più lavora, nessuno più si muove, ci guardiamo negli occhi, con le orecchie tese a carpire un minimo segnale, quelli più esperti di me si fanno il segno della croce, io non capisco, c’è la vita la fuori che ci aspetta, ci piace il calcio e le belle donne, ho sedici anni e non voglio morire.

Un boato ci dice che è l’ora, non pensavo che fosse la mia, mi avevano raccontato di giovani vite spezzate per pochi denari, in cambio di molto, di qualcosa di unico, che non ritorna più, ma non pensavo che fosse la mia, io amo la vita, non pensavo si potesse morire, non ho fatto in tempo a vivere, sto qua per pochi grivnia, signore perché ti prendi di più.

Sono giovane e forte, da solo riesco a fermare la la furia di un mulo. Qui in questa galleria siamo in cento, siamo seduti ad aspettare, Vorobei mi prende la mano, 20 anni di miniera, senza mai un contratto, mi dice di non preoccuparmi, che verranno a salvarci, e che come mio padre, potrò raccontarlo ai miei figli.

Un altro boato, un calore insolito sulla mia pelle, non è uguale all’amore, è un calore di morte, nessuno me l’ha detto, ma lo so. Non voglio morire, c’è la vita lassù che mi aspetta, i miei compagni si stringono tra loro, nessuno parla, nessuno può scappare, nessuno può raggiungerci, solo il calore, calore di morte

Non sono sicuro di volere morire, penso all’amore che lascio lassù, un bacio rubato, nulla di più. Non riesco a ricordare i suoi occhi, è inutile scappare, tutte le strade sono bloccate, nessuno parla,
siamo in cento abbracciati quaggiù, non voglio morire.

Il fumo mi entra nei polmoni, non sono sicuro di essere forte, la vita è solo un ricordo, sono vecchio è la morte mi vuole, non ricordo di essere vissuto, forse ho figli e nemmeno ricordo, sono forse sul letto di morte, i miei occhi guardano solo dentro di me, qualcuno mi disse che quando si muore, tutta la nostra vita ci scorre davanti, a me non succede, si ferma a 16 anni, non sento la mano di Vorobei, e neanche la voce, siamo cento quaggiù, una sola carne, non voglio morire, voglio gridarlo a tutto il mondo, non voglio morire, fate qualcosa, non voglio morire.




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ARCIPELAGO SCEC
Posted by nello on November 15, 2007, 7:56 am
Di Pierluigi Paoletti:

Nelle attività commerciali (chi ha partita iva) lo scec non potrà andare mai oltre al buono sconto a causa degli studi di settore e quindi non potrà mai superare il MOL (margine operativo lordo) a cui faceva riferimento Nino ( ndr Nino Galloni noto economista ). A noi questo non importa più di tanto perché comunque lo Scec è ricchezza pura e aggancia al territorio anche la % pagata in euro.

Questo credo che condizioni anche gli scambi fra privati che potenzialmente potrebbero scambiarlo anche al 100% e penso che difficilmente supererà la percentuale del 40-50%.

Questi che dovrebbero essere dei punti a sfavore visti nell’ottica monetaria, non lo sono nell’ottica dello sviluppo delle realtà locali. L’importante, senza una moneta vera e propria, è che si crei MERCATO attraverso la riduzione delle filiere, gli show room delle produzioni locali e si mettano in movimento tutte le attività collaterali. Altrimenti lo Scec rimarrà solo un’iniziativa commerciale che andrà a morire piano piano, se mai decolli.

Noi, a meno che il sistema non faccia BOOM (cosa per fortuna sempre più probabile), abbiamo da lavorare solamente sull’informazione alle persone di come funzionano le cose (moneta, economia ecc.) e spingere sulla rivitalizzazione dell’economia locale se non è già troppo tardi e dove sia possibile, cercando di “distoglierle” il più possibile dalla GDO.

Poiché la leva dell’informazione è abbastanza difficile da azionare, ci resta solo quella della convenienza e per fare questo dobbiamo lavorare e anche in modo pesante, su ciò che resta del piccolo commercio, artigianato, agricoltura e produzioni locali.

L’idea di far colloquiare le varie realtà fra di loro (Arcipelago) ha la sua ragione nel cercare di dare una dimensione, la più ampia possibile al progetto e permettere a realtà prettamente cittadine (come Roma) che non hanno produzioni locali di poter “sfruttare” le realtà limitrofe e quindi creare ulteriore mercato alle merci locali, che in altre realtà magari saranno sovrabbondanti.

Penso che non si deve essere troppo legati all’idea di fare una moneta vera e propria (quella si farà magari inserendo insieme allo scec di carta, lo Scec d’argento e impostandolo come il simec, ma questa sarà un’altra storia…), e al fatto di non voler far approfittare nessuno, che è giusto ma prevedere tutto oggi sarebbe un po’ come prevedere il demurrage o la fiscalità di Bellia; fino a quando affiancheremo lo scec all’euro saranno solo delle parole, magari belle, ma pur sempre delle parole senza significato reale. Oggi l’obiettivo è fare un mercato locale il più autonomo possibile dalle logiche della globalizzazione e utilizzare uno strumento valido come lo scec. Il tempo non è molto e le cose da fare sono tante. Essere pratici, pur nel rispetto delle proprie convinzioni, ritengo che sia la cosa migliore. Questo vorrei che rispecchiasse il regolamento di Arcipelago, sapendo che in qualunque momento cambiassero i presupposti, si possono anche cambiare le regole. Oggi forse abbiamo più bisogno di semplicità e elasticità che di regole vere e proprie. Spero che Gianfranco non me ne voglia per questo, ma è quello che penso e spero di averlo espresso chiaramente.

Un abbraccissimo alla nave dei folli, come la chiama Giacomo,

Pierluigi

Per facilità riporto il regolamento sotto con alcune note: ( continua )

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STUDIO LEGALE (avv. A. Santacroce)

via T. Caravita 10, Napoli (NA)

Consulenze

Soldi SCEC: 30 %






B&B; Campi Flegrei

Via Monterusso, 65, Pozzuoli (NA)

Turismo

Soldi SCEC: 20 %






LA STANZA DEL GUSTO - Squisitezze s.r.l.

Via Costantinopoli, Napoli (NA)

Ristorazione

Soldi SCEC: 10 %






Medico Chirurgo Odontoiatra dr. Papa

Via Medina 17, Napoli (NA)

Salute & Benessere

Soldi SCEC: 10 %






Trattoria "RISTORO"

Vico Mastellone 12, Napoli (NA)

Turismo

Soldi SCEC: 10 %






Erboristeria "RAGGIO VERDE"

Via Vincenzo Bellini 16, Napoli (NA)

Salute & Benessere

Soldi SCEC: 10 %






B&B; Oasi di Pulcinella

Via della Sapienza, 11, Napoli (NA)

Turismo

Soldi SCEC: 10 %






Egraphe

P.zza Miraglia, 391, Napoli (NA)

Articoli da Regalo

Soldi SCEC: 10 %






osteria della salute

via caserta 44, s. maria C.V. (CE)

Ristorazione

Soldi SCEC: 10 %






Severini Eloidia

via giovanni XXIII, mottafollone (CS)

Aziende Agricole

Soldi SCEC: 10 %
















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